Aiutare i bambini con DSA
Quando nasce il sospetto che un bambino abbia qualche disturbo specifico dell’apprendimento, o quando ci viene segnalato a scuola un ritardo o una difficoltà, la cosa importante è agire subito, contattando uno specialista. Questo permetterà di avere:
- diagnosi tempestiva
- messa in atto del potenziamento degli apprendimenti
Una diagnosi tempestiva fa sì che si possano metter in moto una serie di interventi detti comunemente “potenziamento degli apprendimenti”.
Per effettuare una diagnosi precisa il bambino viene sottoposto ad alcuni test, il primo fra questi è quello di intelligenza, poi si procede con quelli sulla scrittura, sulla lettura, sul calcolo e sulla disgrafia se sospetta.
Per individuare correttamente il DSA i test sono indispensabili.
A seconda della tipologia del disturbo, dovremmo lavorare sugli aspetti carenti.
Per esempio, se un bambino dislessico ha più difficoltà nel riconoscere la differenza fra le lettere lavoreremo sulla discriminazione visiva, facendo delle esercitazioni apposite che lo porteranno a distinguere più facilmente le lettere, per esempio, come la d e la p orientate in modo diverso.
Se invece il bambino fa più fatica nella lettura, gli esercizi saranno mirati al riconoscimento della parola e alla sua memorizzazione, così da velocizzare la lettura stessa.
Come ciascun individuo è unico e irripetibile, allo stesso modo ciascun bambino con DSA è diverso da un altro, ognuno di loro merita di essere valutato e accompagnato nel suo percorso di apprendimento in modo differente da come si farebbe con un altro bimbo con la stessa diagnosi.
I DSA sono attualmente sottodiagnosticati, riconosciuti tardivamente o confusi con altri disturbi. Sono in aumento le prove scientifiche sull’efficacia della presa in carico e degli interventi riabilitativi nella riduzione dell’entità del disturbo e nel rendimento scolastico nonché nel miglioramento degli aspetti emotivi legati alla difficoltà.
Un bambino con DSA nota le differenze con gli altri compagni, è consapevole della fatica che fa e spesso, nonostante tutto il suo impegno, i risultati sono scarsi. Tutto ciò alla lunga, oltre ad essere estremamente frustrante, porterà il bimbo ad una scarsa autostima e al rifiuto per lo studio e per la scuola.
Ecco perché il ruolo dello psicologo-psicoterapeuta è importante perché oltre alle tecniche di intervento, deve avere cura degli aspetti emotivi ad esso connessi.
Un dislessico, per esempio, non migliorerà con la stessa velocità di un normolettore, ma con un adeguato intervento ci si può aspettare di assottigliare la distanza che lo separa dagli altri.
